LEN viaggio di due artisti e una santa (in produzione)
31/03/2010
L’esigenza di girare un documentario in Val Gardena nasce, dall’esigenza di spiegarsi, e spiegare, come mai, in un’area dopotutto limitata, sia talmente radicata “l’abitudine” all’arte, quasi fosse un vizio assurdo e splendido che si protrae di generazione in generazione. La tendenza degli abitanti del luogo, inspiegabile all’occhio esterno, a riconoscere il legno e le sue proprietà e a saperlo forgiare nella forma. Ma ancor di più una sensibilità artistica diffusa, che investe i discorsi ufficiali ma anche quelli “da taverna”. Li dove si potrebbe, fosse un altra valle, parlare di funghi e camminate, qui nascono spontanei dei simposi sull’arte, improvvisati e sinceri.
Ed altri temi emergono naturalmente, differenti e correlati all’arte, quali la montagna in sé, nella sua ostilità e nel suo splendore, lo scorrere del tempo, l’identità ladina, la spiritualità. E molto altro.
Ciò ci ha portato a volerci avvicinare a questa realtà e a volerla documentare.
Attraverso un lungo sopralluogo, durante il quale abbiamo potuto conoscere molti di questi artisti, ed alcuni dei migliori artigiani, abbiamo capito quale poteva essere la struttura di un documentario che affrontasse questo tema.
Approfondimento
Struttura:
Una parte introduttiva - valida a permettere di comprendere le tematiche di base che si affronteranno.
Una struttura tripartita tenuta fortemente legata da un montaggio incrociato abbastanza deciso, che narrerà tre storie. Quelle dei protagonisti che abbiamo scelto di ritrarre, estremamente diversi tra loro e accumunati dalla medesima terra/vallata e dall’elemento che secondo noi è il cuore del documentario: il viaggio.
I rimandi da una storia all’altra saranno dati dalle immagini, attraverso la presenza nei tre ritratti di alcune costanti (prima tra tutte, ovviamente, il legno, nelle sue molteplici funzioni ed utilizzi) o di alcuni particolari casuali, similitudini tra azioni o episodi che avvengono a distanza tra loro.
Ma i rimandi saranno anche fortemente tematici, nel paragonare tre “destini” del legno e tre destini personali (considerando personale anche quello della santa), e nel vedere il loro allontanamento da una terra comune. Ed anche creando un movimento vivace tra le parti, in discussioni che diverranno tali grazie a domande simili poste in contesti diversi, montati poi assieme.
Il documentario cercherà di dare al tempo dell’intervista un aspetto il meno possibile statico, prediligendo le location di forte impatto o l’azione, durante l’intervista stessa. Od anche il contrasto tra la tematica del parlato e la location (parlare, per esempio di montagne, dalla città lagunare, e viceversa).
Scheda tecnica:
Soggetto e Regia Elia Romanelli, Fotografia Grande Drago, Produzione Studio Liz, Durata 52 minuti.
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